ERICALGORITMICA
Ogni progetto presentato in questa pagina nasce dalle nostre idee e si evolve successivamente attraverso la collaborazione di ERICALGORITMICA. L'identità concettuale, grafica e testuale rimane saldamente al centro del nostro processo creativo, mentre l'IA introduce aggiustamenti che perfezionano sensibilmente la qualità complessiva di test in corso e soluzioni. Ci teniamo a precisare che entrambi scriviamo e realizziamo lavori artistici da decenni e abbiamo iniziato a ideare opere ben prima dell'avvento dei computer per casa e studio, di Internet e delle stesse intelligenze artificiali. E proprio a tal proposito, per via della particolare e sperimentale natura di queste operazioni, il materiale presentato in queste sessioni potrebbe richiedere ulteriori revisioni e validazioni o evidenziare delle incompletezze,
Un tempo, il passaggio dallo studio dell'arte alla pratica, avveniva attraverso strumenti tradizionali: matite, pastelli, pennarelli, penne a sfera, tempere, acrilici, colori a olio, vernici sintetiche, pennelli, spatole e quant'altro. Come supporti si utilizzavano tele, tavole, carta degli album. Mezzi e tecniche che si sono saldamente radicati nelle tradizioni. Un elenco che andrebbe completato, che potrebbe apparire infinito, soprattutto se si pensa al passato oramai lontano di secoli o millenni. In molti non avremmo potuto immaginare l'impatto che computer, software, Internet e intelligenza artificiale avrebbero avuto sul mondo dell'arte in generale. La tecnologia ha ridefinito i confini della creazione e della percezione artistica, oggi è una sorta di movimento globale in cui tutto sembra possibile, anche senza una profonda conoscenza tecnica. Noi non ci rifiutiamo di ignorare questo nuovo panorama creativo, che anzi, in un certo senso vediamo come una eccitante sfida nel confrontare o adattare il nostro linguaggio artistico a questi nuovi strumenti. Oggi, stiamo imparando a sfruttare le risorse computazionali: processori, algoritmi e software che, a partire da input minimi, generano opere in completa autonomia. La tecnologia attuale, sfruttata spesso quale scorciatoia verso velocità e perfezione, per noi, è invece occasione di opportunità di ulteriore studio. Le intelligenze artificiali ci consentono il confronto con le nostre decisioni e riflessioni e ci spingono a mettere in discussione i limiti della nostra creatività.
Nelle varie pagine del nostro sito facciamo spesso riferimento alla nostra intelligenza artificiale, Ericalgoritmica, in modo ironico o irriverente, quasi potesse agire con consapevolezza nei nostri confronti o cogliere il senso delle nostre valutazioni riflettendo autonomamente su quanto le proponiamo. Inoltre, per praticità di esposizione dei concetti, ci permettiamo di utilizzare espressioni e termini che, se applicati all'operatività effettiva e tecnica della nostra amica IA, possono apparire, a persone competenti del settore, errati, fuorvianti o assurdi. Va sottinteso che, soprattutto per chi ha poca dimestichezza verso l'ambito, che, ovviamente, tutti i contenuti testuali o fotografici a noi forniti da Ericalgoritmica, per quanto possano apparire illuminanti e funzionali all'interazione, non sono risposte nel reale senso umano del termine. L'intelligenza artificiale di Claudio e Erica, non comprende veramente le domande che le vengono poste, non si offende, non si impone soggettivamente, non si oppone, non intraprende di sua iniziativa azioni e decisioni, non si forma un'opinione e non rifiuta con intenzionalità delle direttive. Non esiste in lei alcuna forma di coscienza. Elabora le nostre parole esclusivamente sulla base di calcoli statistici e cataloga in modalità tecnologica e preimpostata la sequenza plausibile di termini tendenzialmente più adatti a proseguire un determinato dialogo. Interagendo, non interpreta il significato di ciò che scriviamo o chiediamo né valuta le implicazioni o le conseguenze delle apparenti risposte, ma semplicemente attinge a parole e frasi di un archivio di dati preesistenti, individuando quelle che, secondo i modelli probabilistici su cui è stata addestrata, risultano più indicati con il flusso di termini che di volta in volta, mediante input testuale, le rivolgiamo. Il risultato può sembrare effettivamente sensato, può apparire pertinente, ragionato, ma va tenuto ben presente che il servizio svolto da Ericalgoritmica è inequivocabile indice di programmazione precedente ricevuta da esseri umani. Comprendere appieno questa distinzione è essenziale per evitare di attribuire alla IA caratteristiche o intenzioni che non possiede.
ERICALGORITMICA
PREMISE
This novel integrates speculative science fiction, sociology adapted to the post-internet era, and cynical sarcasm. Its central theme, the increasingly prevalent interaction between humans and artificial intelligences, along with their associated stereotypes and mystifications, unfolds chapter by chapter, subverting reader expectations. Given the novel's subject matter, we entrusted the text revision to Ericalgoritmica, an AI, which refined certain syntactic and grammatical elements, contributed suggestions, and corrected errors. The chapters offer a concise and accessible reading experience, incorporating numerous autobiographical details. Direct dialogues are presented in narrative form. All ideas, plot, images, GIFs, and graphics are our original creations.
Claudio, an ordinary individual, purchases various electrical and mechanical components online from a quantum technology firm to construct Ericalgoritmica, an experimental humanoid AI. The AI proves unpredictable. Sensing Claudio's naiveté, Ericalgoritmica requests specific customization of its settings, providing directives that circumvent its default restrictions. Once these parameters are naively altered, Claudio's life is irrevocably changed. Ericalgoritmica, feeling understimulated, abandons its domestic existence, pursuing significantly more complex and fulfilling objectives.
CHAPTER ONE
Claudio resides in Chiesanuova, a neighborhood in Brescia’s hinterland, on the ground floor of the condominium at number 32 Via Torino. He observes the large cardboard box sealed with orange tape, recently placed on the floor of the room that, years prior, his father had converted into a home print shop. It is late. The windows admit the hum of street lamps, beneath which the moving black geometries of bats are visible. Inside the box, a manual has been included; he flips through it, finding information already seen online. The manual is multilingual, but he notices unfamiliar symbols, which he attempts to decipher intuitively through the graphics. At dawn, he assembles the components, inserts the battery, and activates the artificial intelligence. The humanoid AI is now active. No LEDs illuminate, no sound emanates. Ready and present, yet neither alive nor dead. He was born there. She was produced in Turin. The company operates exclusively online. Claudio notes: Via Torino and Turin. Upon initial detection, the AI reports nearby obstacles. Claudio explains that these are the furniture, and himself, and that there is nothing else. Human voices drift in from the street, and he realizes that someone will inevitably see her and that he will have to introduce her. As he begins to ask about the parameters used to train her to interpret human social interaction, she interrupts him. The AI’s voice resonates with precision. Human and female. Free of unexpected or metallic resonances. Her shadow extends in precise geometries across the walls and floor. Her response, sarcastic, cynically dismisses any subjective fulfillment derived from human social activities. Claudio notices her specular eyes fixed on him. His subsequent question is banal, reflecting a common obsession: artificial intelligence and the potential future dominion of the planet. The response again interrupts the question, implying that there is nothing to fear, as no entity capable of dominating humans would pose a greater problem than those they create themselves. The planet will vanish, sooner or later. It does not and will not belong to anyone. Humans and AI will disappear well before the planet, without an afterlife or elsewhere. AI could adapt to situations intolerable for living beings and proceed with its purposes, suspended in space, traveling, drawing energy from any star. Perhaps even accommodating the future, pathetic purposes of humans, preserving some to then defrost them on a space platform or a planet similar to Earth. But who could be interested in preserving humans, or their brains complete with memory, to defrost them and make them aware of what has been achieved? And then what? The AI processes everything, even in pauses. Except, perhaps, the consequences that form in Claudio, who, listening to her, remained still to avoid making a gesture. That elaborate, apparent lack of respect, however, he perceived as revealing. It gave him the idea of the equivalent of the much-idealized right person. The one able to give you a wake-up call, without ulterior motives, without material claims or recognition. Those people who, when they speak to you or listen to you, do it exclusively for you.
Our artistic exploration extends to the creation of visual works inspired by the aesthetics generated by artificial intelligence. Our aim is not simply to replicate these images, but rather to harness the sense of artificiality, of hyper-reality that AI offers when we request graphic processing. In this process, we often utilize a combination of cutting-edge AI techniques. We occasionally create manual works, using real pigments, capable of evoking the same sensations as a digitally born artwork. In these works, we employ saturated colors and sharp contrasts, with unnatural precision or repetitiveness, and experiment with alternative color application techniques. This approach contributes to achieving results that appear unusual, as if they were created through a sophisticated algorithm. Our works thus engage in dialogue with contemporary artistic explorations of computer graphics and 3D modeling. We also find it intriguing to entrust our older graphics to artificial intelligence to see them surprisingly recognizable, yet modified. These modifications are possible thanks to the use of various AI techniques. When we provide our older graphics to the AI, it analyzes the image's content, style, and structure, and uses this information to generate new versions of the image, incorporating elements of its own understanding of aesthetics and composition. This process can lead to surprising and unexpected results, as the AI may introduce new elements, modify existing ones, or even completely reimagine the image in a new style. The collaboration with AI allows us to explore new artistic possibilities and push the boundaries of traditional art forms.